giovedì 27 gennaio 2011

27 gennaio : GIORNO DELLA MEMORIA. Il Campo di Internamento di Manfredonia.

Oggi ricorre la GIORNATA DELLA MEMORIA per ricordare tutte le vittime dell'olocausto. Milioni furono le vittime nei campi di concentramento in Germania tra ebrei, diversamente abili, omosessuali, zingari e rifugiati politici. Con le leggi razziali promulgate in Italia da Mussolini anche in Italia vennero istituiti campi di concentramento ed internamento. Non tutti sanno che anche a Manfredonia era presente un campo di internamento (l'ex macello comunale in Viale Di Vittorio prima Viale Sipontino) dove furono internati 519 esseri umani,31 furono gli ebrei molti i rifugiati politici, zingari e omosessuali. Per pochi giorni aspettando il trasferimento alle Tremiti fu internato anche Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica Italiana.


Vi proponiamo qui di seguito la pagina di Wikipedia dedicata al campo di internamento di Manfredonia:

Il campo di internamento di Manfredonia (Foggia) venne allestito, tra il giugno 1940 e il settembre 1943, nei locali del Macello Comunale della città. È uno dei numerosi campi di internamento civile istituiti dal governo fascista al momento dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale.

Il campo di internamento di Manfredonia fu aperto il 16 giugno 1940. La struttura del nuovo Macello comunale, all'imbocco della strada per Siponto, era appena stata completata e con alcune modifiche si mostrò bene adatta agli scopi prefissi, dietro corresponsione al Comune di un canone di affitto. Furono ricavate delle camere, attrezzati i bagni e le cucine, scavate le fognature, ed eretta una recinzione.

Come negli altri campi simili, la direzione era affidata ad un Commissario di Pubblica Sicurezza (fino al 15 giugno 1943 Guido Celentano, quindi Rosario Stabile), mentre la sorveglienza esterna era responsabilità dei carabinieri. I posti letto erano circa 300.

Nonostante che la presenza di oppositori politici sottoponesse il campo a regole particolarmente rigorose, le condizioni di vita rimasero accettabili. L'edificio era nuovo, in buone condizioni. La pulizia e la cucina erano autogestite. Gli internati avevano libertà di movimento all'interno dell'ampio complesso (di oltre 4300 metri quadrati), potevano ricevere visite (di parenti ma anche il 20 maggio 1941 del nunzio apostolico di Napoli, Borgongini Duca), scrivere e ricevere lettere (pur sottoposte a censura). Ricevevano un piccolo sussidio in denaro ed ebbero anche occasioni di lavoro esterno. Un cappellano diceva messa alla domenica e per le feste principali. Solo la notte camere e finestre erano chiuse con lucchetti.

Nel campo passarono in tutto 519 persone, senza però che la struttura raggiungesse mai il limite di capienza. Gli internati erano in maggioranza stranieri di lingua tedesca o slavi ed antifascisti. Forte e ben organizzata fu la presenza comunista nel campo guidata da Mauro Venegoni e Giulio Mazzocchi.

La presenza di ebrei nel campo fu limitata all'arrivo il 1 luglio 1940 di un gruppo di 31 ebrei tedeschi, i quali per la maggior parte furono trasferiti, il 18 settembre dello stesso anno, al campo di internamento di Tossicia (Teramo). Solo 5 di essi rimasero nel campo di Manfredonia fino al febbraio 1942, quando furono inviati al campo di internamento di Campagna (Salerno).

Con l'8 settembre 1943 il campo si dissolse e con l'arrivo dell'esercito alleato nei giorni successivi gli internati riacquistarono la loro libertà.

I nomi degli ebrei nel campo di Manfredonia

Questo è l'elenco completo dei 31 ebrei che furono presenti a Manfredonia: almeno 16 di essi risultano periti nei campi di sterminio:

Pressburger Alfred di Leopold (deportato ad Auschwitz, deceduto in luogo ignoto dopo il 14 aprile 1944)
Rector Arthur fu Simon (ucciso ad Auschwitz il 6 agosto 1944)
Scharf Iakob di Jonas
Winkler Ugo Israele di Iulius
Zeilinger Leopold fu Gustavo
Morgestern Hans di Mauritz
Moser Louis fu Heinric
Kollmann Carl di Sigfrid
Kerbes Lemel fu Wilhelm
(ucciso ad Auschwitz il 23 maggio 1944)
Hutzler Ludwig fu Leopold
Gluecksmann Eugen fu Antonio
(deportato ad Auschwitz, deceduto in luogo ignoto dopo il 18 gennaio 1945)
Heinz Paul di Leopold
Leer Oskar di Franz
Mandel David fu Leiser
Mausner Iakob fu Leiser
Josesfsberg Iakob fu Zaibel
Kollmann Hans di Sigfrid
Schwarz Iulius fu Samuel
Tsch Oskar fu Albert
Aussenberg Chaskel fu Kaim
(ucciso ad Auschwitz il 23 maggio 1944)
Lueksmann Ferdinand fu Filippo
Zilberstein Markta fu Habraham
Sommerfeld Leo fu Max
(deportato ad Auschwitz, deceduto in luogo ignoto in data ignota)
Koldegg Erwin fu Max
Samek Arthur di Adolfo
Halperin Benjamin di Giuseppe
Lawetzky Franz di Adolfo
Nussbaum Ernest Ludwig di Josef
(ucciso ad Auschwitz il 23 maggio 1944)
Roth Leon di Wolf
Schwarzwald Norbert di Isacco
Wollner Sieghard di Max
Il campo oggi
Dopo la guerra, l'edificio poté finalmente essere usato per lo scopo per il quale era stato originariamente progettato. Da qualche decennio l'edificio è dismesso e abbandonato, ma preserva ancora del tutto integra la sua struttura originaria.



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