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martedì 24 novembre 2009

LEZIONE DI CHITARRA


La nipotina è curiosa e vuole "suonare" assieme al nonno, che si impegna volentieri a darle la prima lezione di chitarra.

Il questo caso, etichettato impropriamente come "Foto d'epoca", di antico c'è la chitarra, risalente agli anni '60 (notate la targhetta con la scritta TONI), e ci sono io, Tonino, il chitarrista settantenne!

martedì 17 novembre 2009

Panorama con olivi e fichi d'india



La nostra bella città sembra incorniciata di prodotti naturali.

GINOCCHIA COL CEROTTO


Mio figlio Vincenzo, detto Enzo, come tutti i maschietti a quell'età era vivacissimo.

Fortunatamente tutte le sue cadute, anche quelle più serie, si risolvevano miracolosamente con il Salvelox (...che non fa male quando si leva!).

Questa volta la caduta ha coinvolto entrambe le ginocchia.

È una delle mie prime foto a colori, scattata nel 1970.

giovedì 5 novembre 2009

Le due sorelline - 1950


Maria e Rosaria Cinque, in occasione di un matrimonio di una loro cugina, hanno fatto questa bella foto ricordo nello Studio fotografico.

L'artista Umberto Valente talvolta colorava a mano le sue fotografie da Studio, perché nel 1950 le pellicole a colori si usavano solo a Hollywood.

Il marinaio in licenza - anno 1952


Il bel giovanotto Raffaele Cinque, classe 1931, è venuto in licenza a Manfredonia ed ha portato nel rinomato Studio di Umberto Valente, la sua fidanzata Mattia Prencipe e la sua sorellina Maria per fare una foto ricordo.

Notate la freschezza dei tre soggetti e la bellezza veramente acqua e sapone delle due donzelle. Il quadretto ha veramente un profumo di nostalgia per i tempi passati.

mercoledì 21 ottobre 2009

I tre fusti


Siamo nel 1955. I giovanotti alla spiaggia assumono una posa divertente per farsi fotografare da Pino Lauriola.

Notate i costumi da bagno: Due, quelli scuri, sono di lana lavorati a maglia. Si vede bene che quello di sinistra, a contatto con l'acqua, si è solo un po' allentato.

Quello chiaro no, perché e di tessuto elasticizzato, probabilmente il "sotto" di un costume femminile acquistato al mercato delle "robe americane", il mercatino dell'usato dell'epoca.

Io ne avevo uno bellissimo, azzurro....che mi andava un po' stretto di cavallo perché era fatto per essere indossato dalle femmine.

martedì 13 ottobre 2009

La raccolta delle olive


Con l'autunno comincia la raccolta delle olive per farne olio, il pregiatissimo e imbattibile olio garganico. A mio modesto parere, tutti i famosi oli della Riviera ligure, della Toscana, e anche quello di Bitonto, all'olio "nostro" ci fanno un baffo.

Alla raccolta delle oliva provvedeva tutto il nucleo familiare, donne e bambini compresi.

Andate a ritroso a guardare, sullo stesso argomento, "La squadra dei potatori",pubblicato lo scorso luglio, facente parte della tradizionale nostra olivicoltura.

lunedì 12 ottobre 2009

1950 - Don Celestino


Quanti di voi ricordano don Celestino Giardino? Era un uomo di Dio, molto colto, dalla voce flebile ma convincente. Quando pronunciava l'omelia sapeva collocare ogni episodio del Vangelo in un contesto storico così vivo da farci comprendere ogni sfumatura dei discorsi di Gesù.

Notate che sul muro una scritta inneggia al Principe Umberto II di Savoia, esiliato nel 1947, pochi anni prima. Evidentemente è opera di qualche nostalgico fan della monarchia.

La sposa e i paggetti


Siamo agli inizi degli anni '60. Il fotografo usava la Rolleiflex a forma di cubo con tanto di flash. Le foto erano tutte rigorosamente in bianco-nero.

Il servizio consisteva in alcune foto fatte nella casa della sposa, poche in chiesa e un po' più numerose da Pastore o all'Albergo Daniele, con vari gruppi familiari. Roba che andava tutta in un solo album.

Le due sale sono scomparse, come anche le pellicole bianco-nero....

Ma come eravamo? Credo che tutto sommato, accontentandoci di poco, forse eravamo più felici di quanto lo siamo oggi in questa vita frenetica e con bisogni artificiosamenti sollecitati dalla pubblicità.

domenica 11 ottobre 2009

ANNI '20 - IL TORRIONE


Questa foto dei Fratelli Alinari di Firenze fu scattata negli anni '20-30 e dà un'idea di come fosse più vicino il mare alla nostra città.
Da quel torrione (chiamato Torre del Fico)fino all'attuale ubicazione del "Palazzo rosso" c'era una cala, chiamata Orto delle brecce (l'ùrte d'i vrìcce). Da lì iniziava dopo uno sperone roccioso('U spundöne)la Cala dello Spuntone. Sono rimasto solo i nomi che risuonano nelle orecchie dei più anziani.

venerdì 9 ottobre 2009

1950 La bottega del fabbro


Il fabbro e i suoi aiutanti - Francesco D'Oria, 28 anni e Tonino Palumbo, allievo dodicenne - sono intenti a costruire un aratro bivomere, che è quasi ultimato.
Il ragazzino accosciato (forse uno della famiglia Falcone, detto "La Muscia"?)si è accodato al gruppo solo perché abitava là davanti.

L'incudine era stata portata all'aperto perché si era nella stagione estiva, e nella bottega c'era troppo caldo.

Per la cronaca il "Maestro" è mio padre Vincenzo, allora cinquantenne, titolare della bottega, sotto il palazzo di Tremelànde, ubicata il Via San Francesco 76.

Il monolocale, sprovvisto di acqua, luce e servizi,dal pavimento di tufina annerita, al giorno d'oggi può essere usato solo come magazzino. Invece in quel buco di 25 mq ci hanno lavorato almeno tre generazione di fabbri dalla seconda metà del 1800 al 1975. Esso è tuttora di proprietà del Comune, e faceva parte dei fabbricati di San Francesco, ormai quasi tutti abbattuti per far posto ai moderni casermoni di Piazza San Francesco.

lunedì 5 ottobre 2009

Bar Aulisa 1947


Il notissimo Bar Aulisa è stato sempre il punto di ritrovo della gioventù dell'epoca e anche di quella attuale per la varietà e la qualità dei suoi prodotti dolciari e per la torrefazione del caffé.

Il questa foto sono riconoscibili:

-Tommasino Rinaldi, con il farfallino, addetto alla preparazione dei gelati e alla distribuzione del caffé al banco; dopo pochi anni si metterà in proprio a confezionare il gelato nella mitica "baracca", il chiosco tuttora esistente e gestita dal figlio Giuseppe;

-Il sig. Aulisa in persona e altri due camerieri;

-Il notissimo fotografo Gino Losciale, allora molto giovane e baffuto, tra gli avventori; uno dei bambini è Clemente figlio del Pasticciere, credo sia nipote di Aulisa.

Chi crede di riconoscere qualche altro avventore può replicare nei commenti.

Argentina, anni '20


A Buenos Aires negli anni '20 viveva una numerosa comunità di Manfredoniani. Laggiù costoro mantennero intatte le tradizioni, il dialetto e gli usi della loro terra d'origine.

Questi tre giovinotti si son fatti ritrarre in uno studio fotografico argentino: due di loro si esercitano a usare il coltello come arma di difesa personale sotto gli occhi del "maestro".

Un po' come i nostri "picciotti" dell'epoca, che seguivano una scuola di vita e una gerarchia rigida che aveva un alto senso dell'onorabilità. Una "onorata società" con le sue regole civili e di giustizia e di rispetto.

Quella siciliana è la brutta copia di quella pugliese, perché non è mai stata idealista ma orientata al profitto e al malaffare.

sabato 3 ottobre 2009

CENTO ANNI FA


Questa simpatica foto ritrae il sig. Giovanni Palumbo, dagli imponenti baffi, con la piccola moglie signora Natalizia, la figlia maggiore Siponta, in età da marito, e quella minore Nunzia, classe 1898 all'età di dieci anni. Per completare il quadretto familiare mancano due figli maschi, emigrati in America.
La bambina diventerà mia zia Nunzia, avendo sposato negli anni '20 Donato Clemente, un fratello di mia madre.
Presumibilmente si tratta di una foto eseguita nello studio del leggendario Umberto Valente.