Rimane al minimo
stabilito dal Governo Monti del 4 per mille. L’Assessore Rinaldi “Le
somme riscosse serviranno a coprire i tagli imposti dal Governo e
ammontanti a circa sette milioni di euro”.
“Non ci sarà nessun aumento da parte del Comune sull’imposta IMU relativa all’abitazione principale ripristinata dal governo Monti”. Lo afferma l’Assessore al Bilancio e Patrimonio, Pasquale Rinaldi, alla vigilia dell’esame e approvazione del bilancio di previsione 2012 del Comune di Manfredonia.

L’IMU è l’unica manovra concessa dal Governo ai Comuni per sopperire alle mancate rimesse dello Stato che per il Comune di Manfredonia ammontano a circa sei milioni e mezzo di euro ai quali devono essere aggiunti ulteriori tagli rivenienti dalla spending review che contempla anche un taglio al numero dei dipendenti comunali. “Una voragine immensa per le casse comunali – osserva Rinaldi - che ci costringe a enormi salti mortali per far fronte al mantenimento dei servizi fondamentali erogati dal Comune ai cittadini”.
Naturalmente gli introiti della IMU relativa all’abitazione principale, lasciata al minimo consentito del 4 per mille, e calcolati in circa un milione e novecento mila euro, non potranno coprire la somma venuta meno per assicurare il proseguimento dei servizi comunali come ad esempio l’assistenza agli anziani, ai disabili, alle famiglie bisognose, la refezione scolastica, asili nido e così via dicendo.
“Non ci sarà nessun aumento da parte del Comune sull’imposta IMU relativa all’abitazione principale ripristinata dal governo Monti”. Lo afferma l’Assessore al Bilancio e Patrimonio, Pasquale Rinaldi, alla vigilia dell’esame e approvazione del bilancio di previsione 2012 del Comune di Manfredonia.

L’IMU è l’unica manovra concessa dal Governo ai Comuni per sopperire alle mancate rimesse dello Stato che per il Comune di Manfredonia ammontano a circa sei milioni e mezzo di euro ai quali devono essere aggiunti ulteriori tagli rivenienti dalla spending review che contempla anche un taglio al numero dei dipendenti comunali. “Una voragine immensa per le casse comunali – osserva Rinaldi - che ci costringe a enormi salti mortali per far fronte al mantenimento dei servizi fondamentali erogati dal Comune ai cittadini”.
Naturalmente gli introiti della IMU relativa all’abitazione principale, lasciata al minimo consentito del 4 per mille, e calcolati in circa un milione e novecento mila euro, non potranno coprire la somma venuta meno per assicurare il proseguimento dei servizi comunali come ad esempio l’assistenza agli anziani, ai disabili, alle famiglie bisognose, la refezione scolastica, asili nido e così via dicendo.




